TG1 delle ore 20,00 - 4 dicembre 2019
CORRIERE.IT BUONE NOTIZIE - 03 DICEMBRE 2019

Una storia vera

Fatiche e forza di Gabriele

L’uscita dal coma diventa un film

Non è soltanto un film. È molto di più. È la storia di un ritorno, il ritorno dal coma. Un percorso che non a tutti riesce. Ma a volte si può, sebbene con qualche deficit fisico o mentale.

Come dimostrano i personaggi di Labbra blu, prodotto da LeaFilm con un costo di soli 47mila euro, attore protagonista Gabriele Valente: uno dei ragazzi che in qualche modo ce l’hanno fatta, che hanno a poco a poco incollato i pezzetti di memoria andati perduti e hanno ricostruito un presente. Per conoscere questo mondo e saperlo rappresentare il regista Andrea Rusich si è immerso nella realtà di Casa Dago, struttura dedicata alla riabilitazione, creata da Elena Villa all’interno dell’istituto Fondazione Santa Lucia a Roma. Una casa famiglia dove si imparano i gesti e le attività quotidiane che esistevano prima e sono state dimenticate.

«Non ho girato un film sulla disabilità ma sull’elaborazione del dolore e del lutto. È un progetto cinematografico, culturale e sociale», dice Rusich che ha presentato in anteprima la pellicola al cinema Greenwich di Roma. Il protagonista non è un attore ma una persona reale, Gabriele Valente, che recita la parte di se stesso: unico non professionista del cast, scelto e voluto per la sua incredibile forza espressiva.

Ed ecco, in pochi cenni, la storia: vittima di un grave incidente stradale che lo condanna a un lungo coma, Gabriele al risveglio affronta la difficile sfida per afferrare una seconda vita. Per Rusich è stata un’esperienza speciale: «Entrando in contatto con i pazienti più giovani mi sono reso conto che esiste una forte discontinuità tra l’esistenza precedente e quella immediatamente successiva. Sogni, desideri e speranze non smettono di fluire».

Per il project manager Stefano Pierpaoli Labbra blu è l’esempio concreto di quanto il cinema possa e debba recuperare il suo ruolo culturale e sociale. L’anno prossimo il film verrà riproposto in forte connessione con le associazioni e sarà reso accessibile a tutti grazie a sottotitoli e audiodescrizione.

M.D.B.

Fonte: Corriere.it - Buone Notizie

REDATTORE SOCIALE -  31 ottobre 2019

Labbra blu, un film sulla seconda vita dopo il coma

di Antonella Patete

ROMA – Il giovane Gabriele ha subito un grave incidente stradale in seguito al quale è rimasto in coma per molto tempo. Al risveglio si trova ad affrontare la difficile sfida della riabilitazione e del ritorno alla vita. È questo, in sintesi, il soggetto del film “Labbra blu”, presentato in anteprima al cinema Greenwich di Roma. La pellicola, diretta da Andrea Rusich, nasce intorno a una storia vera, quella di Gabriele Valente, che nel film recita la parte di se stesso ed è l’unico attore non professionista presente nel cast. Gabriele, che è entrato in coma dopo un grave incidente stradale, ha dovuto ripensare da cima a fondo la sua vita. Dopo un lungo periodo di riabilitazione, permangono molte difficoltà: ha perso l’uso della parola e una parte del suo corpo è paralizzata.

“Il percorso che ha portato all’elaborazione di questo progetto cinematografico si è svolto nella struttura di reintegrazione familiare assistita del paziente post-comatoso Casa Dago e all'interno dell'Irccs Fondazione Santa Lucia, da decenni all’avanguardia nella riabilitazione” ha spiegato Rusich che, proprio in queste strutture, ha potuto osservare i pazienti durante una delle fasi più delicate del loro percorso di riabilitazione. “Entrando in contatto con i pazienti più giovani mi sono reso conto che esiste una forte continuità tra l’esistenza precedente al coma e quella immediatamente successiva – ha aggiunto –. Una continuità cosparsa di sogni, desideri, speranze che accomunano le esistenze più acerbe, quelle più combattive, reattive e ribelli”. Il risultato è un film onesto e, al tempo stesso, poetico, che ruota proprio intorno a quel particolarissimo viaggio che porta i giovani infortunati a ricostruire una nuova identità, diversa ma in continuità con quella precedente.

“Si tratta di un film realmente indipendente – ha commentato Stefano Pierpaoli, project manager del film e anima del progetto Cinemanchìo, nato per diffondere la cultura dell’accessibilità in campo culturale –. Il film, infatti, è costato solo 47mila euro. Ma Labbra blu vuole essere molto più di un film: si tratta di un percorso militante inteso a ripristinare il ruolo culturale e sociale del cinema. La proposta distributiva, che partirà dal prossimo gennaio, sarà sviluppata in forte connessione con le realtà associative e in diretto contatto con le reti collegate all'itinerario che è stato pensato per questo film”. Nelle prossime settimane il film, che è stato realizzato con la collaborazione dell’istituto Santa Lucia e Casa Dago, sarà reso accessibile, audiodescritto e sottotitolato.

Fonte:  https://www.redattoresociale.it/