SInossi

Gabriele, la sua ragazza Lea e il suo migliore amico Tomas decidono di partire per intraprendere un viaggio coraggioso e surreale: andare a Bordeaux per sperimentare il volo in assenza di gravità. La meta è lontana e i tre si fanno prestare la macchina dai genitori di Gabriele. Durante il viaggio un incidente cambia tutto: le loro vite, i loro sogni e le loro aspettative rimangono sparse sull’asfalto. Gabriele rimane solo e adesso ha ventotto anni. L'incidente lo ha costretto a un lungo coma e, in seguito, a un lungo processo di riabilitazione. È stata un'esperienza che ha profondamente cambiato le relazioni con i genitori e con tutto ciò che lo circonda. Gabriele ha infatti perso l'uso della parola e una parte del suo corpo è paralizzata. Tomas e Lea devono affrontare le conseguenze dell'incidente in modo diverso anche se li accomuna la difficoltà di ricostruire una memoria ormai frammentata. I ragazzi, ognuno con il proprio destino sgretolato tra le mani, capiranno che tornare a vivere come prima è impossibile.

Labbra blu è la storia di un viaggio spezzato, pieno di scoperte, sfide e cruda realtà.

ALCUNE CICATRICI  LASCIANO IL SOGNO

GIO EVAN

 

LA SCRITTURA, INSIEME

 Cercavamo una narrazione vibrante e provocatoria che riuscisse a rovesciare il punto di partenza con cui ci si avvicina di solito al disagio, alla disabilità e al dolore. Una cosa ci è stata chiara fin dall’inizio: doveva essere un viaggio da compiere insieme agli altri, partendo da coloro che vivono in prima persona questa esperienza per poi coinvolgere quante più persone possibili. Anche nel nostro gruppo di lavoro, chiunque abbia scelto di mettersi a disposizione ha fatto la scelta di condividere un percorso comune e un itinerario collettivo che include, stimola e coinvolge. Con questo spirito abbiamo portato avanti il progetto, facendo in modo che al film si aggiungesse un lavoro di aggregazione, un lavoro culturale e sociale capace di accogliere anche le proposte e le idee che ci arrivavano dall’esterno. Il frutto di questo  coinvolgimento è stato un soggetto cinematografico scritto a più mani con i protagonisti reali delle storie che abbiamo incontrato: Gabriele e Philip.

LA GENESI DEL FILM

RACCONTATA DAL REGISTA

“Il percorso che ha portato all’elaborazione di questo progetto cinematografico si è svolto nella struttura di reintegrazione familiare assistita del paziente post-comatoso Casa Dago e all'interno dell’Istituto di Ricovero e Cura Santa Lucia, da decenni all’avanguardia nella riabilitazione. Lo scopo era quello di realizzare un documento audiovisivo sulle vicende e sulle attività dei pazienti, accompagnati dai familiari e seguite dal personale qualificato.  Gli incontri e le molteplici esperienze realizzate in queste due realtà mi hanno permesso di osservare i pazienti durante una delle loro fasi più delicate e difficili, 

quella dell’acquisizione di strumenti utili alla costruzione di una nuova vita per un reinserimento graduale nella società, diversa e lontana da quella precedente. Entrando in contatto con i pazienti più giovani mi sono reso conto che esiste una forte continuità tra l’esistenza precedente al coma e quella immediatamente successiva. Una continuità cosparsa di sogni, desideri, speranze che accomunano le esistenze più acerbe, quelle più combattive, reattive e ribelli.  Nel caso di Gabriele e Philip, la malattia ha scatenato una reazione ben precisa, indirizzata a conservare la propria identità. Ho cercato i loro pensieri, li 

ho accompagnati nelle loro giornate, ho intervistato i componenti delle loro famiglie e mi sono ritrovato tra le mani un prezioso materiale di sentimenti ed esperienze capace di comporre un quadro inedito, intimo, profondo. Documentando e catturando frammenti di vita di Gabriele e Philip ho compreso quanto la parola potesse essere limitante e mi sono spostato su un piano diverso, cominciando a pensare allo sviluppo del loro vissuto attraverso un nuovo approccio, coinvolgendoli direttamente nel processo di scrittura. Insieme abbiamo cominciato a immaginare pezzi di storie, scene, e immagini, basandosi sui loro sogni e i loro desideri. Di seguito, ci siamo soffermati sulle figure che li avrebbero accompagnati: gli 

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amici, la famiglia, le loro relazioni sentimentali. In questo senso anche la scelta di utilizzare come protagonista il vero Gabriele, e intorno a lui costruire un gruppo di giovani con o senza le sue stesse problematiche, mi è sembrata l'unica soluzione per raccontare al meglio questa storia. La sua vicenda è quindi quella di un ragazzo che vuole riprendersi ad ogni costo la sua vita, com'era prima. Il desiderio espresso nei sogni di Gabriele e in quelli di Philip è il nostro film, che con toni divergenti e variopinti racconta un mondo poco conosciuto. Un film che cerca di rimanere sempre fedele ai desideri dei due ragazzi che non chiedono altro che vivere senza essere giudicati e di essere compresi tramite il racconto della loro vicenda”.

                                                                            Andrea Rusich